Fisica | Tecnica
Silvia Mignami, 2006 | Prato Sornico, TI
È possibile costruire un astrolabio in chiave moderna nel 2025, usando tecniche costruttive attuali e rispettando le basi della tradizione? Sì!
Nel mio elaborato scritto affronto i principali temi legati all’astrolabio, partendo dalla sua storia fino alla messa in pratica delle basi teoriche, assimilate da fonti attendibili sia orali che scritte.
Da ultimo, il risultato ottenuto: dopo tante sfide ho realizzato un astrolabio tradizionale in funzione della latitudine svizzera.
Argomento
L’astrolabio è un antico calcolatore astronomico risalente al II secolo a.C. Dopo averne approfondito le origini e il funzionamento, mi sono concentrata sui processi teorici, matematici e astronomici che ne costituiscono le basi costruttive. Grazie a questo percorso di studio, sono riuscita a progettare e realizzare un vero e proprio astrolabio.
Metodologia
Per realizzare il mio astrolabio mi sono affidata a delle tecniche moderne, poiché sarebbe stato impossibile realizzarne uno a mano, come nell’antichità, per via delle tempistiche.
Ho progettato lo strumento tramite un programma professionale di disegno chiamato AutoCAD dove ogni singola parte dell’astrolabio è stata realizzata individualmente. Ogni parte, in formato DXF, è stata letta da una macchina laser che ha inciso e tagliato i miei disegni sulle lastre in ottone (materiale usato di consueto per realizzare questo strumento).
L’astrolabio è composto da quattro lastre di dimensioni e spessori diversi. Esse vengono assemblate in modo concentrico nella lastra principale chiamata Madre. La Madre è composta da due lastre, di cui una funge da base mentre l’altra crea lo spessore dove vengono inserite le ultime due. Le lastre della Madre hanno lo spessore di 3 mm ciascuna, mentre le altre due che si inseriscono di 1,5 mm.
Nel processo di lavorazione al laser sono stata supportata e seguita da un’azienda, la Metal 4 di Tenero (TI). Abbiamo calibrato la macchina regolando la potenza e la velocità del laser, in funzione del materiale scelto, due variabili indispensabili per un lavoro pulito. Vi è poi stato un lungo processo di assemblaggio, durante il quale abbiamo pulito l’astrolabio dalle scorie di lavorazione del laser, l’abbiamo lucidato e assemblato.
Per l’ultima finitura abbiamo utilizzato uno specifico «polish» per lucidatura a specchio e della calce Viennese, che abbiamo lavorato in superficie tramite dei rulli di cotone azionati da un utensile rotativo e orbitativo.
Le parti dell’astrolabio sono congiunte e avvitate in modo da permettere a quelle mobili di girare in modo concentrico, e a quelle fisse di restare affrancate saldamente alla Madre. Ciò è possibile grazie a delle piccole viti e a un perno centrale. Infine, l’astrolabio presenta un trono e un anello, che risultano indispensabili per l’utilizzo e il trasporto.
Risultati
Sono riuscita a progettare e realizzare il mio astrolabio rispettando i tempi previsti. Ho potuto sperimentare l’utilizzo di una macchina laser con un materiale particolare come l’ottone.
Grazie alla precisione degli strumenti utilizzati per la progettazione e la realizzazione, ho potuto ottenere delle misurazioni accurate, tanto diurne che notturne.
Discussione
Il percorso è stato lungo e ha presentato svariate difficoltà. Inizialmente ero convinta di riuscire a realizzare il mio astrolabio totalmente a mano, grazie all’utilizzo di acidi che a contatto con l’ottone creano un colore ramato molto evidente. Questa reazione chimica mi avrebbe consentito di disegnare e scrivere tutta la grafica dell’astrolabio.
Ben presto mi sono resa conto che era un’impresa impossibile, sia per le tecniche che avrei dovuto utilizzare sia per i tempi necessari. Questa consapevolezza fortunatamente è sorta poco dopo l’inizio della mia ricerca, per cui ho ancora avuto la possibilità di modificare la mia domanda di ricerca e aspirare alla costruzione di un astrolabio reinterpretato e rielaborato con degli strumenti moderni come il programma informatico AutoCAD e la macchina a laser. Posso dunque constatare che non sono riuscita nella mia impresa iniziale, ma grazie all’autocritica ho potuto elaborare un piano B che mi ha portata ad un risultato soddisfacente, al di sopra delle aspettative iniziali.
Conclusioni
Ho realizzato un astrolabio tradizionale usando tecniche moderne. Lo strumento mi permette di utilizzare tutte le sue funzioni, ma farlo con precisione non è sempre semplice, in quanto dipende dalle condizioni meteorologiche e dall’errore di misurazione umano (visibilità, precisione nella mira, eccetera). Insomma, oltre ad essere uno strumento molto complesso da costruire, lo è anche da utilizzare.
Valutazione del lavoro espressa dall’esperto
Prof. Gian Michele Graf
La candidata ha intrapreso la sfida di confrontarsi con l’astrolabio, usando tecniche moderne per far rivivere uno strumento millenario che, per così dire, unisce cielo e terra. Ella lo ha progettato e poi costruito con le sue mani, avvalendosi di macchinari di taglio al laser e producendo per finire un oggetto splendente di rara bellezza. Al contempo ha approfondito la valenza storica e culturale dello strumento e ne ha sperimentato i suoi molteplici usi. Non da ultimo, ha descritto le basi matematiche del suo funzionamento, dimostrando così una notevole capacità di visualizzazione spaziale.
Menzione:
Oro
Premio speciale «London International Youth Science Forum (LIYSF)» offerto dalla Fondazione Metrohm
Liceo cantonale di Locarno, Locarno 1
Docente: Prof. Arno Gropengiesser
